SHAFFNERQUARTIER REGENSBURG

LOCATION REGENSBURG, GERMANY
PROJECT DATE 2015
PROGRAM MIXED USE, RESIDENCES, COMMERCIAL, PARKING
BUILDING AREA SQM 6800
CLIENT PRIVATE
PROJECTCARLO BERARDUCCI ARCHITECTURE
SELECTED FOR THE ARCHITETCURE TOMORROW GALLERY AT MIPIM UK 2015 IN LONDON
HTTPS://AT.ARCHITECTSJOURNAL.CO.UK/

VILLA A MARBELLA

LOCATION MARBELLA SPAIN
PROJECT DATE 2014
PROGRAM PRIVATE VILLA WITH POOL AND FALLINGWATER
BUILDING AREA SQM 1200
CLIENT PRIVATE
PROJECTCARLO BERARDUCCI ARCHITECTURE

Villa ED

La casa è collocata ai piedi della collina Lombarda, nel nord Italia. La configurazione a corte aperta, ottenuta con una impostazione planimetrica ad “L”, è stata scelta come giusto bilanciamento fra una generosa apertura sul paesaggio di campagna ed una parziale chiusura dell’area dedicata all’ingresso ed alla piscina, che conferisce a questi spazi, rialzati rispetto alla strada, una maggiore privacy. Il mix progettuale fra elementi di apertura ed elementi di protezione è stato ripreso anche nella scelta di un importante aggetto di gronda, che interessa l’intero edificio, ed al tempo stesso di grandi aperture vetrate: questi due elementi si giustificano vicendevolmente dando luogo ad una perfetta esposizione solare (maggiormente protetta nei mesi estivi e completamente esposta nei mesi invernali). Il grande solaio intermedio funge quindi da protezione per il piano terra e contemporaneamente da terrazza per il primo piano. In prossimità dell’area living l’aggetto diventa più esteso fino a creare un vero e proprio portico, posto in posizione intermedia fra l’interno della casa e l’area piscina.
Il disegno elementare è rafforzato dall’uso di un limitato numero di materiali dalle caratteristiche al contempo ecologiche e tecnicamente efficienti: le gronde sono rivestite con elementi estrusi in fibra di legno, il corpo notte è completamente rivestito con pietra naturale di provenienza locale, che garantisce un contrasto netto con l’intonaco bianco dell’area giorno ed al tempo stesso massimizza l’isolamento acustico degli interni. Il pavimento interamente flottante degli esterni integra nel disegno e nei materiali il rivestimento ed il bordo della piscina. I serramenti sono per la maggior parte incassati nel pavimento flottante e nella controsoffittatura; le parti apribili sono rimarcate con uno spessore maggiore del profilo. La casa è il risultato di una ricerca progettuale sugli esiti inaspettatamente complessi di un disegno architettonico molto semplice. La ricerca di una semplicità formale che permetta la percezione di aspetti primitivi della costruzione architettonica: la protezione e la contemplazione, la prospettiva dinamica, i percorsi, le proporzioni, gli elementi costruttivi essenziali.

Bedonia

Casa Privata | Private House
Bedonia (Parma) 2003 – 2006
“All material in nature, the mountains and the streams and the air and we, are made of light which has been spent, and this crumpled mass called material casts a shadow, and the shadow belongs to Light”.
Louis I. Kahn

Situata sulle colline di Bedonia, vicino a Parma, la casa occupa un isolato belvedere con affaccio sul paesaggio circostante. La forma dell’edificio trae spunto dal lotto in discesa e dalla posizione panoramica, accentuandone l’effetto con un tetto a singola falda e una pianta a corte circolare aperta. La superficie di calpestio di 280 mq è distribuita su due livelli. Il piano terra comprende un soggiorno con sala da pranzo e cucina, due bagni e due camere da letto. Al piano primo si trovano due camere da letto, due bagni, un soggiorno e una biblioteca. Le stanze sono organizzate intorno a uno spazio di forma circa ellittica. Le finestre, di forma irregolare, hanno davanzali in pietra e infissi in legno. I pavimenti sono in legno di ciliegio e pietra locale mentre i muri sono bianchi. In questa casa, la luce gioca il ruolo di definire i volumi e gli spazi dell’abitazione. In contrasto con la luce chiara di una tipica glass house, la forma e i materiali insieme alle proporzionate aperture delle finestre di questa casa di mattoni, contribuiscono a generare un tipo di luce “vissuta.”

Situated among the gently rolling hills of Bedonia near Parma, Italy, the house occupies an isolated belvedere overlooking the surrounding landscape. The shape of the building makes the most of its sloping site and panoramic position, heightening the effect with a single pitch roof and an open circular court plan.
The 280 sqm (3000 sqft) area is divided between two levels. The lower floor comprises a living area with dining room and kitchen, plus two bathrooms and two bedrooms. At the second level lie two bedrooms, one bathroom, a living room and a library. The rooms are organized around a slightly elliptical space. The irregular windows have stone thresholds while the frames are made of wood. The floors are cherry wood and local sandstone while the walls are tinted white. In this house, light is the leading player defining the house’s volumes and spaces. As opposed to the clear light of a typical glass house, the shapes and the materials conspire with the proportioned windows of this brick house to generate a kind of “spent” light.

Custoza Hills

L’esigenza della committenza di costruire 8 ville tra le colline di Custoza, ha obbligato a ragionare su come si potesse trasformare questo luogo. Partendo dalla lettura delle geometrie e movimenti del paesaggio, il progetto si sviluppa ricercando le stesse linee. E’ nato un interessante studio dell’architettura come interpretazione dello spirito di un luogo, tra situazioni inaspettate di interno ed esterno, di casa e giardino.
Tipo di intervento: 1° PREMIO CONCORSO PROGETTAZIONE
Data di progettazione: 2010
Luogo: Custoza, Verona
Progettisti: arch. Saverio Antonini, OWC Arkitektur Studio, arch. Carlo Mezzino, arch. Licia Lavagnoli, arch. Marco Buonadonna, arch. Juan Anguita
Superficie area di intervento: 14.000 mq
Superficie coperta villa tipo: 397 mq

Le Terrazze

Un cantiere incompiuto incombeva, col suo scheletro di cemento, su quella porzione di marca trevigiana situata a nord di Treviso, tra il centro di Villorba e la Statale 13 Pontebbana, importante arteria di collegamento del territorio veneto. Da oltre sedici anni questa presenza ingombrante, originariamente destinata ad accogliere un grande centro commerciale, versava le sue ombre grigie e lugubri sul contesto circostante. L’incompiutezza, dovuta anche all’evoluzione delle norme urbanistiche che regolamentavano l’edificazione nella zona, è terminata con l’approvazione del Piruea, il piano integrato di riqualificazione urbana e ambientale che ha veicolato il completamento della costruzione. La progettazione architettonica è stata condotta ed eseguita dallo Studio di Architettura Marco Piva. Le Terrazze hanno fornito l’occasione per dimostrare che è possibile recuperare una struttura esistente destinandola a funzioni abitative e di servizio, in una nuova concezione di edificio polifunzionale. Secondo e più evoluto episodio di progettazione, dopo Next 2, l’edificio multifunzionale già realizzato da Marco Piva ad Osaka, in Giappone, Le Terrazze combinano lo spazio abitativo con la fruizione di numerosi ambienti destinati alla collettività. Un albergo, un auditorium per manifestazioni culturali, un centro benessere, un ristorante, un’area commerciale e artigianale, un residence con varie tipologie abitative, si rivelano strutture adatte ad aggregare gli abitanti del complesso ma anche ad agevolare i rapporti esistenti tra edificio, città e territorio. E’ una soluzione, questa, che mira al rafforzamento delle relazioni sociali nel rispetto delle tradizioni abitative e culturali del luogo. “Le città sono luoghi eccellenti dove vivere, non solo per le comodità che offrono, di gran lunga superiori ai disagi, ma anche per le numerose opportunità sociali, culturali e di servizio che possono offrire. Anche le aree suburbane esterne alle città, al limite tra territorio agreste e costruito, possono esprimere particolari qualità per la vita sociale. Soprattutto le aree che, pur mantenendo legami con il territorio e le sue tradizioni abitative e sociali, stanno subendo rapide trasformazioni attraverso la combinazione, spesso caotica, di aree residenziali, commerciali e di servizio. Questi territori costituiscono un ambiente particolarmente stimolante per l’individuazione di forme innovative e integrate di abitazioni e funzioni ad esse correlate. I nuovi concetti architettonici, talvolta derivati dal riutilizzo di strutture industriali e commerciali dimesse, possono rendere soluzioni formali e funzionali talmente avanzate e innovative da attribuire nuove qualità alla vita residenziale nelle aree suburbane, anche attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie e nuovi sistemi gestionali, come nel caso de Le Terrazze di Treviso, nate dal recupero di un cosiddetto “ecomostro” sostiene l’architetto Marco Piva. Il centro polifunzionale Le Terrazze si inserisce nel territorio trevigiano con un impianto composto e scenografico, che conferisce valore alla costruzione. Le ampie terrazze digradanti, il verde che, pensato come elemento architettonico, percorre scale, giardini pensili, balconi, davanzali e parco esterno. La grande “piazza” a cielo aperto che polarizza la vita del complesso, come un’antica corte che si impreziosisce di elementi attrattivi. E poi gli innumerevoli e diversificati servizi: i parcheggi per gli abitanti della struttura, coperti e scoperti, la palestra, il ristorante, gli uffici commerciali, il centro fitness. Dal recupero del passato nasce un progetto dal pensiero innovativo, piacevole da vivere o, semplicemente, da fruire. Un’opportunità per accrescere i servizi destinati a residenti, imprenditori, turisti. Un ambito ricco di stimoli dove abitare, lavorare, socializzare, fare acquisti o rilassarsi. Le Terrazze si articolano su più piani orientati a diverse destinazioni d’uso, al tempo stesso distinte e collegate tra loro. La maglia strutturale di pilastri e travi che caratterizzava fortemente l’impianto preesistente è stata tradotta in un edificio a volumi digradanti, dove le terrazze sfruttano gli arretramenti delle facciate, mentre ascensori, scale, collegamenti verticali solcano i dislivelli volumetrici e garantiscono efficienza alla struttura. Le campiture cieche dell’edificio si sono accese di tonalità rosse, i collegamenti di sicurezza hanno adottato profili più morbidi, smorzando la rigidità intrinseca della struttura e consentendo l’interazione dei flussi senza scadere nella loro sovrapposizione. I pilastri, a scopo scenografico notturno, accolgono internamente un sistema di illuminazione che permette di diffondere la luce lungo l’intera struttura, mentre le facciate vetrate possono essere protette da un sistema di schermature solari dinamiche che si adattano alle condizioni climatiche esterne. Materiali tecnici come vetro, acciaio, alluminio e teak si armonizzano ai materiali di rivestimento interno, personalizzabili tra legno, marmo, gres porcellanato o mosaico. I piani sono così suddivisi: il piano interrato prevede parcheggi per gli abitanti della struttura e per gli utenti delle zone comuni; il piano terra, destinato alle attività commerciali, ha il compito di interrelarsi con il contesto urbano; il piano primo è destinato a uffici, spazi espositivi e altre attività artigianali; il secondo piano ospita un hotel a quattro stelle, il terzo piano accoglie abitazioni private e il quarto piano si caratterizza fortemente per la presenza dei giardini pensili di pertinenza delle abitazioni sottostanti. Il complesso, con l’effetto scenico degli elementi strutturali, gioca sui temi della trasparenza e dell’opacità grazie anche alla scelta dei materiali di rivestimento e finitura. Il tema del verde fornisce il trait d’union tra il contesto bucolico circostante e quello iperattivo della Pontebbana su cui affaccia la struttura. Disegnato come un landscaping omogeneo, stimola il rapporto simbiotico col territorio e offre occasioni di socializzazione. Nell’ottica di una maggior riduzione dell’impatto ambientale è stato previsto anche l’uso di tecnologie di gestione avanzate: gli appartamenti possono essere governati da sistemi di automazione, controllo, gestione e telecomunicazione. Nelle aree pubbliche sono stati ricavati spazi tecnici capaci eventualmente di ospitare tecnologie alternative di generazione elettrica. Per un’efficace gestione dei consumi, nelle aree private si è optato per sistemi di riscaldamento e condizionamento a pavimento. L’intero complesso rispetta i parametri di comfort e qualità attribuiti a un edificio intelligente. E il piacere esperienziale si traduce in qualità di vita. Credits: Progetto architettonico: Studio Marco Piva Progetto Strutturale: Tecnobrevetti Direzione Lavori: Tecnobrevetti Impianti Elettrici e Meccanici: Studio Vincenzo Conte Proprietà: Idea Verde srl PIANO INTERRATO – spazi tecnici di pertinenza dell’intera struttura – 198 parcheggi così distribuiti: 75 hotel – 17 direzionale – 44 residenza – 16 artigianato – 13 + 6 commerciale – 27 privati PIANO TERRA – 168 parcheggi privati – 119 parcheggi pubblici – aree comuni dell’hotel – sale meeting – aree comuni del residence – ristorante / bar – aree commerciali – aree artigianali – centro benessere – piscina PIANO PRIMO – camere hotel: 37 camere standard di cui 1 junior suite – 32 alloggi residence – aree artigianali – centro direzionale PIANO SECONDO – camere hotel: 37 camere standard di cui 1 junior suite – 18 alloggi residence PIANO TERZO – 21 appartamenti privati di varia metratura PIANO QUARTO – terrazza privata collegata agli appartamenti del terzo piano

Villa Flo

Una casa unifamiliare immersa in un uliveto che degrada verso il mare.

CASA T°P

Casa TP è la prima Passivhaus Plus realizzata in Italia e tra le prime 5 al mondo.
Il progetto nasce dalla cultura e dalla sensibilità dei committenti che credono fortemente all’importanza di gestire con rispetto e lungimiranza le risorse energetiche del pianeta.
L’edificio si trova a Chiaverano, un piccolo paese situato sulle colline dell’Anfiteatro Morenico d’Ivrea, in una cornice suggestiva tra il verde, i laghi e i terrazzamenti coltivati con viti e ulivi.
Proprio questi ultimi sono gli elementi ispiratori del progetto architettonico: la copertura piana e la facciata principale dell’edificio, rivestita in pietra, richiamano i muri di contenimento dei terrazzamenti, mentre il pergolato addossato alla facciata, avente funzione di elemento frangisole, trae ispirazione dal territorio circostante, in particolare dai tradizionali pergolati utilizzati per la viticoltura.
Il fabbricato certificato secondo il protocollo Passivhaus ha un involucro edilizio che garantisce elevate prestazioni, sia nel periodo invernale che in quello estivo. L’isolamento non presenta discontinuità e delimita perfettamente tutto il volume riscaldato.
La struttura dello stesso è realizzata in calcestruzzo cellulare autoclavato portante con cappotto termico, tetto piano in legno e platea di fondazione in cemento armato. Ai serramenti con telaio in legno e triplo vetro spetta il compito di sfruttare la radiazione solare nel periodo invernale e mediante sistemi fissi e mobili la schermatura nel periodo estivo.
L’impianto di climatizzazione è costituito da una pompa di calore aria-acqua con radiante a pavimento a bassissima temperatura che si occupa anche della produzione dell’acqua calda sanitaria. La vmc centralizzata ricambia l’aria all’interno degli ambienti e controlla i livelli di CO2 e umidità. Un sistema domotico molto semplice consente il continuo monitoraggio dei consumi e la gestione dei carichi elettrici principali.
Sul tetto sono istallati 6 kW di pannelli fotovoltaici per la copertura del fabbisogno elettrico complessivo del fabbricato. Grazie all’elevata efficienza degli elettrodomestici e delle luci a led l’impianto fotovoltaico produce più energia di quanta ne consuma.
Localizzazione Chiaverano (TO), 2015
Categoria Passivhaus
Stato Realizzato
Committente Perego Pierangela – Tori Silvano
Dimensioni 100mq
Project team Studio Zeropositivo architetti
Collaboratori: Ing. Gionata Sancisi – Energie Naturali SAGL – Guerra srl
Fotografie Arch. Davide Guerra

GI multi-family housing

L’edificio plurifamiliare GI si trova nella zona sud-est del comune di Pergine Valsugana, in frazione Ischia, su di un terreno in pendenza. L’edificio comprende tre appartamenti, uno per piano, l’ultimo dei quali è duplex. Dalle grandi finestre si gode una bellissima vista sul lago di Caldonazzo; il soleggiamento è ottimale per tutto l’anno, permesso sia dai rilievi naturali che dagli edifici circostanti.
La particolarità del luogo e dell’edificato esistente hanno suggerito di rendere molto compatto e uniforme il volume costruito. Si è voluto ridurre visivamente l’impatto del fronte principale, visibile dal lago, usando dei balconi parzialmente a loggia e creando una continuità tra la facciata e la copertura a falda. Essa, non sporgendo dai muri perimetrali, risulta di fatto integrata nella volumetria costruita, che vede i prospetti esterni intonacati nei colori delle terre del luogo, mentre i balconi, la terrazza ed i ballatoi di distribuzione hanno il parapetto trasparente.
Le nicchie delle logge, una rivisitazione di quelle degli edifici storici del paese, assieme agli imbotti di finestre, porte finestre e solette a sbalzo, sono di colore scuro.
Dal punto di vista energetico l’edificio è classificato A+; il riscaldamento invernale avviene attraverso una caldaia a condensazione a camera stagna, di potenza uguale a 29 KW. Per il riscaldamento dell’acqua sanitaria si utilizzano dei pannelli solari posti sulla copertura dell’edificio. Volendo ottenere un edificio a risparmio energetico, oltre alla coibentazione delle pareti perimetrali e dei solai e alla ventilazione meccanica controllata, si è puntato molto sulla razionalizzazione della distribuzione interna, dotando l’edificio di grandi aperture con infissi in legno di larice basso emissivi, con triplo vetro, a sud, a est e a ovest, per sfruttare il più possibile i vantaggi del soleggiamento in periodo invernale.
L’ingresso principale, sia carrabile che pedonale, si trova sulla strada inferiore, mentre gli ingressi secondari, solo pedonali, su quella superiore e inferiore. Accedendo all’edificio per mezzo di spazi dedicati, si valorizzano quelli trattati a verde, permettendo di ottenere un edificio residenziale immerso nel paesaggio, e capace anche di consentire le relazioni tra gli abitanti.
La struttura; tradizionale
La struttura è del tipo a telaio in calcestruzzo armato, con travi in spessore di solaio e pareti dedicate alla resistenza ai carichi derivanti dal sisma, con sistema ‘a pendolo’. Per garantire la massima flessibilità nella distribuzione dei fori, i pilastri sono stati disposti lungo il perimetro nelle sole sezioni disponibili, utilizzando gli sbalzi per il posizionamento degli infissi d’angolo. La scala di accesso è costituita da un nucleo centrale in calcestruzzo armato al quale sono ‘appese’ le rampe. I solai ai piani sono del tipo in laterocemento di spessore 28 cm, mentre il primo solaio verso gli interrati è del tipo a lastre predalles, di spessore variabile da un minimo di 25 ad un massimo di 50 cm. In corrispondenza dell’entrata al garage, a sostegno di alcuni pilastri di piano terra, vi è un telaio in acciaio tipo S355JO.
Le strutture di piano esterne al perimetro riscaldato sono state da questo staccate per permettere la continuità del sistema a cappotto. Laddove, per necessità strutturali, è stato necessario collegare le strutture esposte ad altre interne attraverso sistemi a taglio termico, questi ultimi sono stati dimensionati per reggere anche le sollecitazioni derivanti dal sisma.
Il risparmio energetico; l’edificio e gli impianti
L’involucro edilizio esterno è caratterizzato da elementi ad alta prestazione energetica: cappotto termico esterno in lastre di polistirene sinterizzato additivato con grafite, di spessore pari a 12 cm, per consentire di raggiungere elevati valori di isolamento termico ed acustico; infissi esterni composti da telaio in larice di spessore 92 mm e vetri basso emissivi con doppia camera; copertura in legno coibentata con pannelli isolanti in fibra di legno di spessore totale pari a 20 cm.
Nello specifico il valore di trasmittanza delle pareti esterne è pari a 0.22 W/m2K, quello della copertura è pari a 0,23 W/m2K e quello degli infissi pari a 0,94 W/m2K.
I ponti termici sono stati eliminati utilizzando tagli termici ed isolando tutte le parti esposte verso l’esterno. Tutti i pilastri e le pareti in calcestruzzo armato a piano terra, elementi a diretto contatto con le strutture esposte di piano interrato, sono stati isolati su tutti i lati esposti verso l’interno con pannelli in polistirene espanso sinterizzato e pannelli di lana di legno mineralizzata e legata con cemento.
Il riscaldamento degli ambienti avviene per mezzo di un impianto radiante a pavimento costituito da pannelli isolanti piani di spessore 30 mm e tubazioni PeX 17×2 annegate nel massetto cementizio additivato di spessore 50 mm.
L’impianto di produzione del calore per riscaldamento e di acqua calda sanitaria (ACS) è costituito da una caldaia a condensazione a camera stagna di potenza pari a 29 kW collegata, per la parte di produzione dell’ACS, ad un accumulo bivalente da 800 lt il cui serpentino inferiore è servito da un impianto solare termico composto da 4 pannelli piani di superficie netta ognuno pari a 2.23 m2.
Tutti gli appartamenti sono serviti da impianti separati di ventilazione meccanica controllata costituiti da ventilatori ad alta efficienza e bassa rumorosità e da recuperatori rotativi di tipo entalpico aventi un’efficienza, espressa in termini di rapporto delle temperature, maggiore dell’84%.
L’edificio è caratterizzato da un indice di prestazione energetica globale riferita al comune di appartenenza pari a circa 27 kWh/m2 anno.