Multilevel House

Elemento cardine del progetto è lo spazio, suddiviso e organizzato in un’ottica di funzionalità e vivibilità degli ambienti. La casa è un esempio di architettura multilevel nella quale gli ambienti dialogano fra loro e il minimalismo sposa elementi decorativi discreti ma molto accattivanti. La casa è organizzata intorno alla scala che suddivide simmetricamente tutto lo spazio e mette in comunicazione il living con la zona notte: solo le pareti essenziali circoscrivono gli ambienti in un fluire visivo e esperienziale unico, esaltato dalla luce che penetra dalle enormi porte finestre aperte su ampi terrazzi. Nella zona notte, posta al piano superiore, le stanze comunicano fra loro, creando un percorso dedicato all’intimità e al benessere della persona: dal relax delle camere da letto, al bagno per la cura del corpo, alla cabina armadio ampia e spaziosa, lo spazio, fluisce scandendo percorsi armonici insieme con i volumi e la luce. Ogni elemento d’arredo è stato pensato, scelto e collocato per essere vissuto. Legno e gres porcellanato ispirato al travertino naturale si uniscono perfettamente al minimalismo total white degli ambienti, riscaldati da pezzi di design e opere d’arte. Nati dal desiderio di coccolare mente e corpo e, progettati per creare un’area di raccoglimento, i bagni, sono dotati di tutti i comfort utili alla cura della persona. Sono i toni bruciati e caldi, valorizzati dal mosaico in pasta di vetro Trend, che fa da sfondo al lavandino e allo specchio, ampio e arioso poiché privo di cornice, oppure la mescolanza di materiali diversi quali il legno wengè di Listone Giordano e i rivestimenti ispirati al travertino naturale di Cotto Veneto, a caratterizzare i bagni. Utilità, bellezza, comfort e funzionalità, sono i concetti chiave che hanno guidato l’organizzazione dello spazio nella zona living. Sviluppata a ferro di cavallo, l’intera area è un vero e proprio open space che si apre alla fruizione attraverso un percorso guidato dalla luce naturale che filtra dalle finestre. Lo spazio è valorizzato da alcuni angoli semplici, ma ricercati come la zona del divano, caratterizzata dal bianco ottico sia della seduta Frau, sia degli elementi d’arredo e dal millerighe della carta da parati Effeti Italia, o l’area costruita intorno al camino Gyrofocus, che ospita le poltrone Arflex, progettata in modo da integrarsi perfettamente con l’intero ambiente, creando però un piccolo angolo di relax. Solo alcune porte scorrevoli, realizzate ad hoc in vetro e legno laccato bianco, separano l’area soggiorno dallo studio, dagli spazi di servizio e dalla cucina, quest’ultima firmata Ernesto Meda, è pensata con pareti attrezzate e isola con fuochi al centro della sala. In uno spazio dove la bellezza sposa la funzionalità e la luce guida lo sguardo, anche le aree di servizio, come la dispensa e la lavanderia, acquistano una loro eleganza e una nuova identità. Luci da incasso Via Bizzuno illuminano gli ambienti, mentre la a luce naturale, come sottolineato sopra, guida il layout dell’intera casa, filtrando dalle enormi porte finestre, aperte su ampi terrazzi. Nasce un dialogo fra interno e esterno, unico, nel quale i terrazzi divengono piccoli angoli dove rilassarsi: solarium e area pranzo all’aperto, curati nei minimi dettagli, sono arricchiti da pietra naturale e legno, le note materiche e cromatiche dominanti delle aree esterne. Pavimenti e rivestimenti: rivestimenti in mosaico in pasta di vetro Trend, pavimenti Cotto Veneto, pavimenti in legno wengé Listone Giordano. Luci: Viabuzzuno. Camino Focus – modello Gyrofocus. Infissi e porte: infissi e porte realizzate ad hoc in legno laccato bianco e cristallo. Divani: Frau “Quadra”. Poltrone: Arflex. Cucina: Ernesto Meda. Sanitari: Catalano, rubinetterie Zazzeri, Plus. Carta da parati: Effeti Italia. Elementi d’arredo: opere dell’artista Andrea Biffi, oggetti d’arredo realizzati con elementi naturali montati su strutture in corten.

Masseria Torcito

Restauro e Recupero funzionale della masseria e delle aree di pertinenza.

Luxury Guest House Ca’ de Tobia

Da un progetto d’interni di Gian Paolo Guerra, nasce questa small-house concepita come una casa ma con servizio alberghiero. In una palazzina della seconda metà dell’800 sull’antica via Aurelia a Noli (SV), nella riviera ligure di ponente, è stata ristrutturata una vecchia casa di mare (in origine già pensione di un’ava dell’attuale proprietario). 260 mq su due livelli, sei camere con bagno privato (2 standard, 3 superior ed una junior suite vista mare), una hall, un salotto, una sala per la prima colazione ed una terrazza entrambe vista mare. Pochi materiali… un listoncino in gres porcellanato acero finitura country come pavimento, pareti intonacate a calce, legno massello e ceramica per la mobilia.

I TRULLI BARBERA

OSTUNI 2012
Progettare con la pietra è per gli architetti motivo di confronto con la storia, le tecniche costruttive tradizionali, le maestranze.
Deve essere oltre a ciò, l’occasione per riportare nell’architettura la geometria che si articola nella linearità del materiale alla base della costruzione.

I TRULLI DI UMBERTO VERONESI

OSTUNI 2010
C’è qualcosa di magico e ingenuo in questi coni di pietra miracolosamente poggiati su muri che paiono di zucchero.
I trulli della campagna ostunese tra Martina Franca e Cisternino, che il celebre oncologo ha scelto nel 2003 per farne una dimora estiva, lo hanno stregato.
In un attimo è tornato a quando era bambino, e con il padre contadino…

MASSERIA TENUTE LE TAVERNE

OSTUNI 2010
Anche un paesaggio può ributtarti addosso una vita primitiva abbandonata da milioni di anni e farti sentire l’odore dell’infanzia del mondo
(Tonino Guerra, Una foglia contro i fulmini)

Wardrobe in the landscape

The project is based on two specific conditions: – on one side the client’s needs, looking for a small and intimate space; – on the other a small, special and precious place. The alpine landscape dominates the place: it becomes evident the condition of a privileged and unique space. The concept of size guides the project. Great is the land, the landscape: small is the place, the space. There is a mutual relationship that inspires the design process. What is the role of the “room” in relation to the landscape? How the landscape reflects, “adopts” the room? The point of view changes in a frenzied search for balance. A micro retreat for weekends, a place for contemplation, a clearing house from a daily hectic urban condition. A small wooden box fits between two existing buildings. Inside, the wood shows its nature in warm tones; outside, the surface treatment with silver-gray paints echoes the colors of the centenarian woods of rural buildings. The wooden panels, assembled with different development of the vein (horizontal – vertical), react to sunlight returning different geometric compositions. Outside, almost in a mimetic condition, the new wooden facade seems to hide itself, in the shadows of the landscape, and then to confirm, with sunlight, its presence, dazzling, throwing a visible signal at a long distance. Inside, the space becomes a privileged place overlooking the landscape. Almost an abstraction, an estrangement that allows to emphasize the privileged status of the “spectator”. A second level of thinking regards the stability of the building’s image in the landscape: spaces lived for short periods consolidate their status of “closed” places. The light that reflects differently on the wooden panels changes the appearance in colors and tones, the uninhabited façade lives of its own life. Finally, the project underlines yet another ambiguity: as a wooden container, as furniture and furnishing, it is “a wardrobe in the landscape”. The project operates in small size, uses simple devices to find a contemporary language within strongly characterized environmental contexts