Vasca Castel S.Pietro

Importante lavoro di progettazione e restauro all’interno di un castello del XI secolo. In questo lavoro articolato, elementi architettonici e particolari tecnici sono stati ripresi e adattati in base alle esigenze dei committenti. Nel “giardino segreto”, o corte piccola del castello, sono state messe a dimora, durante il restauro, piante classiche, come la vite del pergolato di pizzutello bianco, e sono stati utilizzati materiali raffinati e insoliti, come la pavimentazione in pietra bianca sgrezzata di montagna, rara e più pregiata rispetto alla pietra di fiume levigata, posta in opera su letto di sabbia. Sempre in questa zona, un’antica vasca, usata per il bucato e l’abbeveraggio dei cavalli, è stata trasformata in piscina. Qui, accanto ai materiali tradizionali e di recupero, come le pietre di marmo rosso di catino e bordi di mattoni fatti a mano, sono stati inseriti il dispositivo di nuoto controcorrente e il riscaldamento, ottenuto da pannelli solari, che permettono la fruizione della piscina per un lungo periodo dell’anno. Insieme alle finiture della parete di fondo, in coccio pesto in colore naturale e sabbia, usati all’interno della vasca, caratteristici anche della scaletta e del sedile realizzati in muratura, compaiono elementi di valore evocativo, come il camino d’angolo, esistente originariamente, e le colonne di mattoni che servivano a sostenere le travi di legno della copertura.

Loft

Il progetto è relativo al restyling di un loft progettato alcuni anni fa in rigoroso stile minimalista. Il proprietario desiderava aggiungere un tocco di gentilezza e colore all’austerità degli spazi esistenti, senza però dover intraprendere interventi di ristrutturazione pesante. L’obiettivo è stato raggiunto innanzitutto ridefinendo e precisando le funzioni dei diversi spazi, che nonostante la loro ampiezza erano caratterizzati da una certa indeterminatezza; parallelamente è stato adottato un approccio puntuale nella scelta dei colori, delle finiture e dell’illuminazione, che è stata interamente riprogettata. L’insieme di questi dettagli contribuisce a dare agli spazi quel calore e quella intimità desiderata dal proprietario, nel pieno rispetto della struttura esistente.

Photo by Arianna Palano

SUPER G&G

Protagonista dell’intervento è il collegamento verticale tra i due livelli. La scala genera la divisione degli spazi in senso verticale (zona notte sotto, zona giorno sopra) e in senso orizzontale (camere e utilities al piano nono, cucina e soggiorno al piano decimo). I materiali che costituiscono la scala sono stati scelti per ottenere una forte caratterizzazione e per assicurare la trasparenza permettendo così alla luce naturale di arrivare anche al piano inferiore. Ciò che permette alla zona giorno di essere uno spazio continuo e aperto sono gli ampi passaggi vetrati sulla terrazza.

Riqualificazione urbana area Castello di Crecchio

Lo scopo dell’intervento di riqualificazione è stato quello di elevare il grado di attrattività turistica territoriale mediante la realizzazione, conservazione e valorizzazione dei beni storici e architettonici esistenti sul territorio, attrattori di domanda turistica e ad alto valore aggiunto, nonché mediante azioni e interventi di valorizzazione della montagna e delle risorse naturali in genere. In seguito al conflitto bellico, nel 1943 la chiesa di San Rocco venne rasa al suolo. Negli anni ’70 con l’ aggiunta di un belvedere in mattoni rossi quest’area subì un vero e proprio stravolgimento cambiando totalmente la percezione del centro storico. Da fonti storiche sappiamo che in antico, l’accesso al centro storico di Crecchio era caratterizzato dalla presenza della porta da capo, sotto le mura del castello, vi era il campo della fiera e la chiesetta di san Rocco. L’intento del progetto è stato, oltre a quello di valorizzare l’area d’ingresso al paese, quello di focalizzare l’attenzione del visitatore verso il Castello da qualsiasi punto di vista. I vecchi collegamenti tra l’area del piazzale scolastico e la piazza belvedere del Castello sono stati riprogettati creando nuovi percorsi per valorizzare ed inquadrare visivamente i punti di attrazione culturale e paesaggistica che caratterizzano l’aggregato storico di Crecchio. Il piano sotto le mura del castello è sto abbassato fino a riportare alla luce l’acciottolato ottocentesco, in corrispondenza della porta da capo è stato raggiunto la strada settecentesca posta ad m. 1,30 dall’attuale piano. La trincea che si è venuta a formare rimette in evidenza la maestosità delle mura basse del castello, l’effetto è esaltato dal sistema di illuminazione utilizzato.Particolare attenzione è stata fatta nella progettazione degli elementi di arredo e dei corpi illuminanti. I dissuasori “CUBITRIA” che delimitano la parte carrabile dal resto della piazza belvedere sono stati realizzati in corten e progettati come degli elementi modulari removibili che possono essere assemblati tra di loro e possono essere utilizzati come sedute. Questi dissuasori sono fissati a terra con delle viti e sulla faccia superiore presentano dei fori che permettono di comporli uno sopra l’altro diventando una composizione scultorea che può essere cambiata di forma semplicemente fissando in maniera differente i cubi uno sopra l’altro. Ogni cubo è composto da una lasta piegata in tre parti uguali formando una C. A questa C è stata saldata una seconda lastra che funge da base del cubo con un foro di forma quadrata centrale . All’interno del cubo sono stati inseriti degli elementi di rinforzo triangolari, che fungono anche da diffusore asimmetrico. Il foro quadrato sulla faccia inferiore serve per avere la possibilità di posizionare il cubo su un comune faretto da terra calpestabile, e la luce che viene proiettata nel cubo, rimbalzando in maniera asimmetrica sulle faccie interne del cubo e dei due triangoli, crea dei giochi di luce interessanti sulle pavimentazioni circostanti. Sistema Illuminazione “Trilogy”. L’ illuminazione dell’area è stata ottenuta utilizzando dei fari a led posizionati sulla sommità di una struttura in corten, formata da 3 aste a base triangolare rastremate e intrecciate fra loro. L’effetto è quello delle torce medievali. I tre pali, sono disposti in maniera tale da creare una sagoma che richiama la sagoma di antichi tripodi. Il materiale utilizzato per i cubi ed il sistema di illuminazione è l’acciaio corten, un materiale che ha il pregio di ridurre drasticamente i costi di manutenzione e, con il suo aspetto ruggine naturale, è fortemente evocativo del passato. Il fascio di luce generato dalle lampade a led a 3000 gradi Kelvin, riflessa sulle superfici sfaccettate del corten, crea delle zone di chiaroscuro, diventa un tono più caldo arricchendosi di una nota di colore più vicina al giallo zafferano. Gli elementi acquistano un carattere scultoreo, la cromia, abbinata alla loro forma, dissimulano la loro funzione.

AXEL RESTAURANT

Axel hotels é una catena di hotel diretta al pubblico LGBT, ma prima di tutto é uno spazio libero e tollerante, dove la diversità ed il rispetto sono valutati. Il progetto del nuovo Axel restaurant e dell’annesso Underground Bar parte da queste premesse iniziali. Due nuovi spazi raffinati e mutevoli; in grado di cambiare scenografia a seconda del periodo della giornata.

Casa A7

Il progetto nasce dalla necessità di trasformare un ex garage in un alloggio temporaneo per una giovane coppia. Un luogo in cui vivere per un breve periodo che possa ospitare, in uno spazio ristretto, tutte le funzioni principali. La casa è composta da una zona notte con bagno e un ambiente principale che tramite una parete attrezzata ospita le funzioni di cucina, soggiorno e studio. A dividere le due zone è posto un grande setto di OSB, Il carattere dell’autorimessa è stato preservato mantenendo e ristrutturando l’originale cancello di ingresso e utilizzando materiali industriali come l’OSB per le librerie e il cemento per la pavimentazione. Un laboratorio artigianale dove si producono idee, socialità e vita.

Casa C

Si tratta della realizzazione di un fabbricato unifamiliare nato dalla ristrutturazione completa con sopraelevazione di un’abitazione risalente ai primi anni cinquanta. Il fabbricato si sviluppa su quattro piani fuori terra dove ad ogni piano è stata associata una funzione. La scelta compositiva nasce dalla volontà di decontestualizzare l’opera rispetto ad un intorno non omogeneo nato dalla sovrapposizione delle più svariate tipologie architettoniche degli ultimi 50 anni. Fulcro della distribuzione interna il grande vano scala centrale vero e proprio elemento di collegamento verticale ai piani.

Casa CFS

Design team: Architrend Architecture
Location: Ragusa
Client: Private
Photo: Moreno Maggi
Progettare intervenendo all’ultimo piano di un palazzo ottocentesco, riconfigurando uno spazio non utilizzato.
La possibilità di collegare due edifici adiacenti, ha prodotto un alloggio con differenti livelli e articolazioni dello spazio. Cuore della casa, la cucina a doppia altezza resa luminosa da un grande lucernario sovrastante il blocco a isola.Tramite una scala in ferro con gradini in pietra pece, si accede allo studio. Un tappeto di pietra pece costituisce la pavimentazione di tutti gli ambienti al livello inferiore. Al livello superiore, dallo studio si può accedere a una grande stanza di soggiorno con angolo cucina che si apre attraverso ampie vetrate su una terrazza. Gli arredi fissi in mdf laccato sono su disegno. Da notare le pannellature forate e retroilluminate presenti nella parete del soggiorno, che integra un pannello girevole di accesso alla zona notte. Gli arredi dal design contemporaneo costituiscono una presenza importante che contribuisce ad arricchire lo spazio. Il rapporto con l’ambiente urbano circostante e le sue emergenze monumentali si esplicita nella realizzazione di finestre con vedute selezionate sul campanile della cattedrale.

Grand Cave Suite

Design team: Architrend Architecture
Location: Ragusa Ibla
Client: Private

LBG Sicilia

Design team: Architrend Architecture
Location: Ragusa
Client: Private
Progetto e direzione lavori: Luciano Cirincione
Consulenza progetto architettonico Architrend Architecture
Calcoli strutturali:
Luciano Cirincione
Ing. Rosario Tomasi

Direzione lavori: Giovanni Licitra
Impresa di costruzioni: Prodeco Spa
Facciata continua uffici: Cassarino Infissi
Photo: Moreno Maggi
The modernization of the company, which produces flour for the pharmaceutical and food factory from the seeds
of the carob tree (Ceratonia siliqua), a typical cultivation of the local land, involves the reorganization of the entire
production cycle with the introduction of new technologies and machinery.

La modernizzazione della azienda, che produce farina per l’industria farmaceutica e alimentare dai semi dell’ albero
del carrubo (Ceratonia Siliqua), tipica coltivazione del territorio, comporta la riorganizzazione dell’intero ciclo
produttivo con l’introduzione di nuove tecnologie e macchinari.