The interior of this penthouse, built on an old building in the heart of Vienna, combining classic and modern design, respecting the artistic value of the historical context.The custom-made furniture, sophisticated design and the swimming pool on the terrace, placed it on a luxury real estate market in Vienna.FADD Architects was responsible for the creative direction and interior project manager, working with local artisans to design custom furniture.
STRUCTURES – GLÜCK ARKITECTURE
COLLABORATORS – LISA IDZIOREK
PHOTO – ANDREAS WALLNER
CONSTRUCTION MANAGERS – KASWURM IMMOBILIEN & WOHNBAU GMBH
Siamo nella periferia di Bologna, un tempo luogo di laboratori e piccole officine, oggi quartiere residenziale. Qui, un vecchio laboratorio tessile degli anni ‘50, si trasforma in un’abitazione moderna. Una classe energetica G passa a classe A, 98 metri quadri si trasformano in 115. Come? La soluzione sta nel cubo.
La pianta rettangolare del laboratorio è rimasta tale e quale, ma al suo interno è stata inserita una figura semplice come il cubo che ricopre differenti funzioni sfruttandone tutte le caratteristiche: la parete frontale ospita un camino e un guardaroba, il suo interno i servizi, la parte superiore un soppalco/studio. Inoltre funge da elemento distributivo dei restanti ambienti: salone/cucina, camere e cantina/locale tecnico. Le scale si snodano intorno al suo perimetro collegando i cinque diversi piani su cui si sviluppano gli ambienti. La pluralità dei livelli è connessa anche alla funzionalità di ogni singolo ambiente. La zona notte, per esempio, trovandosi in una zona intermedia (un metro e mezzo dal suolo), permettono a chi ci abita un giusto rapporto con l’ambiente esterno mantenendo un certo grado di privacy. L’ultima superficie sfruttabile è il tetto del vecchio laboratorio, ora un terrazzo pensile che guarda l’esterno a 360°. Il risultato è un gioco di scatole cinesi, di piani sfalsati che ne alterano lo spazio e di esso la percezione.
La ristrutturazione di un attico di settanta metri quadri in una palazzina immersa nel verde tra Montesacro e Prati Fiscali, poteva sembrare una semplice operazione di restyling, ma le difficoltà imposte da una planimetria irregolare e dalla necessità di ricavare un secondo bagno e una seconda camera da letto, hanno portato alla definizione di un progetto tutto giocato sulla flessibilità degli spazi e sulla realizzazione di vani contenuti ma funzionali senza trascurare né le esigenze estetiche né la vivibilità di ogni ambiente.
I luoghi della vita di ogni giorno sono stati intesi come spazi di piacere e benessere in cui vivere e sentire la casa come parte di se, spazi in cui il piacere è emozione del bello e il benessere è suscitato dal ritrovarsi in ambienti che infondono serenità e piacere di vivere. La sintonia che ha accompagnato la realizzazione dell’opera tra progettista e clienti ha permesso di sperimentare e risolvere ogni angolo della casa, dai bagni contenuti ma funzionali ed accoglienti, alla cucina disegnata e realizzata su misura.
Le camere, seppur ricavate in spazi con pareti inclinate, riescono ad accogliere le esigenze di vita della famiglia, lasciandosi vivere con piacere e armonia. Il corridoio si trasforma oltre che in spazio di passaggio anche in piccola biblioteca, in cui lungo il soffitto come travi si dispongono mensole che accolgono i tanti libri della casa e su cui affacciano tutti gli ambienti della zona notte, svelati da porte lavorate come basso-rilievi in cui la sovrapposizione dei piani genera delicati giochi di ombre. Il bagno della camera singola, ideato come luogo in cui ritrovare comfort ed intimità, è caratterizzato da pareti rivestite in legno come in una sauna; le tavole di legno seguendo i confini del piccolo spazio, scolpiscono nicchie e mensole tra le pieghe delle pareti e danno vita a un gioco delicato di volumi. Il piccolo bagno si arricchisce poi di una doccia che, ricavata come in un’insenatura nella roccia, si trasforma in luogo di relax, con il soffione quadro a led autoalimentante per cromoterapia e vaporizzatori laterali. L’altro bagno con pareti inclinate secondo tre direttrici diverse è stata l’occasione per ideare uno spazio inusuale in cui collocare una vasca a conca, accolta in un volume-panca che prosegue e si incastra con il mobile del lavabo. I sanitari sospesi su un pavimento in legno, le pareti rivestite da lastre di pietra di farsena con incisioni orizzontali, i sottili piani di legno che tagliano la pietra, la placca essenziale a filo muro del sistema di risciacquo, il lavabo ricavato da un semplice taglio lineare nel volume di corian e lo specchio orizzontale che si piega insieme alla parete, sono tutti elementi che consentono di godere del piacere tattile e visivo dei materiali naturali e contemporaneamente permettono alla luce di esaltare il colore e la matericità di ogni elemento.
Al bianco puro e morbido che unifica gli ambienti di tutta la casa si accosta il delicato ed elegante colore dell’assito in rovere che disegna ogni ambiente fino a risalire sul piano dell’isola in cucina e divenire tavola e piano di lavoro. Lo spazio della cucina tramite una vetrata scorrevole a tutt’altezza può contemporaneamente essere il luogo raccolto della vita familiare o quello gioioso della convivialità con gli amici; un brise-soleil in legno cela il top in Krion su cui poggia il piano cottura e in cui sono scavate le vaschette del lavabo e uno scolapiatti sottopiano celato da un tagliere rimovibile dello stesso materiale.
La luce naturale esaltata dalle scelte cromatiche e materiche viene attenuata da un sistema di oscuramento a frangisole che le consente di lambire ogni superficie anche nelle ore più calde.
Gli arredi con le loro forme moderne e pulite si accostano alle linee geometriche ed essenziali degli ambienti donando colore e leggerezza agli spazi.
La qualità dell’intervento è dovuta soprattutto al lavoro del team formato da progettisti, artigiani ed esecutori che è riuscito ad elaborare spazi ogni volta unici e innovativi carichi di passione per la progettazione e frutto di un continuo lavoro di aggiornamento e ricerca.
Dalla ristrutturazione di un fienile del primi del ‘900 in Val Tidone, nasce questo progetto dal carattere forte, sospeso tra tradizione e contemporaneità. Una casa tipicamente agricola trasformata in una residenza per vacanze, senza stravolgerne la natura. Un linguaggio semplice per rispondere in modo efficace alle esigenze abitative di una famiglia numerosa. Un taglio giocato sulla esaltazione della connessione orizzontale e verticale dei piani, per dare continuità alla circolazione all’interno degli ambienti, con la chiusura vetrata di una corte-passaggio, ma anche attraverso l’interpretazione sempre diversa del tema della “scala”, centrale per il progetto. Il recupero dei materiali del luogo, affiancato a precise scelte tecnologiche innovative, dai sistemi di isolamento, all’integrazione di sistemi di ventilazione naturale fino al riscaldamento attraverso un sistema complesso di stufe/camini, ne fanno un progetto teso a risolvere in modo lineare e efficace tutti gli aspetti di una corretta vivibilità nelle differenti stagioni. La legnaia, infine, è l’unica costruzione ex-novo del complesso, pensata come rifugio completamente rivestito in legno con il fronte verso la casa in acciaio corten, arretrato per lo stoccaggio invernale della legna.
Progetto – Park Associati (Filippo Pagliani, Michele Rossi)
Design Team – Beatrice Borasi, Denise Houx, Davide Poiaga
Foto – Andrea Martiradonna, Pietro Pisoni
Grossi muri di pietra che hanno memoria di tempi lontani nascondono dettagli inediti immersi in uno spazio reinventato dallo studio Eutropia di Firenze, per un collezionista d’arte italo-londinese. Un’architettura sintesi perfetta di esigenze contemporanee e di un lontano mondo rurale. Una scatola che ricorda e conserva totalmente tutti gli strati di un tempo e di una toscanità che non si possono perdere. All’esterno una casa quasi mimetica, accoccolata sulle colline del chianti aretino, all’interno un focolare reinventato per ospitare amici da tutto il mondo. Una rivoluzione totalmente legata al presente, solo alcune tracce visibili di tecniche, materiali e sapori antichi. “Questo e’ il posto in cui vengo quando voglio rilassarmi”, è la prima cosa che viene in mente a Fabrizio, il proprietario, pensando a questa casa. “Svegliarsi la mattina con questo silenzio, senza i rumori frenetici della città, fare colazione con gli amici in terrazza e assaporare questo posto meraviglioso: e’ proprio la semplicità’ di questo luogo che mi affascina e mi cattura”. Fabrizio non è cresciuto in questa terra, lavora dividendosi tra Londra e Zurigo ed è sempre in viaggio, ma è qui che ha deciso di passare il suo tempo di relax, ha scelto questo angolo di mondo ed è questa che lui sente la sua vera casa. “Può sembrare strano a dirsi ma ristrutturare questa cascina e’ stata un’esperienza fantastica. Vederla trasformarsi nei mesi, parlare con l’architetto dei progressi, dei dettagli e delle scelte importanti e’ stato davvero interessante. Vorrei quasi ricominciare!” Questa passione si coglie ovunque, nelle fotografie d’arte collezionate nella casa e nell’arredo scelto pezzo per pezzo nei mercatini in giro per il mondo o nei negozi di design nelle metropoli europee. Joshua, il figlio di sei anni, ha creato invece la sua piccola galleria personale e ci trascina contento a scoprirla. Anche lui ha scelto come fare la sua stanza, l’ha vista crescere ed ora è il suo laboratorio creativo. “La prima volta che sono entrato in questa casa – spiega il progettista Ugo Dattilo dello studio Eutropia di Firenze – ho percepito che esisteva una complessità spaziale che era stata intrappolata dagli interventi precedenti e aspettava solo di essere risvegliata. Così ho deciso di sottrarre il più possibile per creare dei vuoti in cui lo spazio potesse fluire libero”. Grazie a queste operazioni sono venute alla luce le memorie costruttive e materiche della casa: muri in pietra, antiche travi lignee e roccia affiorante. In questo modo, ricercando un dialogo trasversale tra i tempi, questi elementi sono stati affiancati a nuovi materiali come il vetro, la resina, il corten. Il resto è merito della luce che confluisce tra i piani, i mezzani, le finestre interne. Gli spazi sono stati disegnati per esserne investiti e avvolti. La luce irrompe anche dalle due grandi specchiature, quasi dei tagli voyeuristici negli spessi muri di mattoni e pietra che, creando un filo diretto tra il living e l’esterno, trascinano all’interno le colline verdi che dipingono l’orizzonte: il più bel quadro che la casa possa possedere.
VIVERE SU PIU’ LIVELLI AFFACCIATI SUL LAGO
LA PRESENZA DELLE DIFFERENTI QUOTE DI LIVELLO DI QUESTO APPARTAMENTO SUL LAGO MAGGIORE RAPPRESENTA LA CARATTERISTICA PREDOMINANTE DELL’INTERO PROGETTO ARCHITETTONICO . LA SCELTA DI VIVERE SU PIU’ LIVELLI, ANZICHE’ TENTARE DI UNIFORMARE LE VARIE QUOTE DEI PIANI, HA CONDIZIONATO L’INTERA RISTRUTTURAZIONE PERMETTENDO DI VALORIZZARE MAGGIORMENTE LE VARIE DESTINAZIONI D’USO DEI LOCALI ATTRIBUENDO AD OGNI LIVELLO LA PROPRIA FUNZIONE ABITATIVA. ALLE SEI QUOTE DI LIVELLO ESISTENTI CORRISPONDONO :
A QUOTA 0.00 – L’INGRESSO ALL’UNITA’ IMMOBILIARE – CUCINA
A QUOTA -1,28 – IL SOGGIORNO – PRANZO – ZONA FITNESS – TERRAZZO
A QUOTA -2.06 – UNA CAMERA DI SERVIZIO E LAVANDERIA
A QUOTA -4.02 – HOME THEATRE – BILIARDO– BOX – SERRA GIARDINO
A QUOTA +1.87 – LA ZONA NOTTE CON DUE CAMERE E UN BAGNO
A QUOTA +2.60 – ZONA NOTTE OSPITI CON PROPRIO BAGNO
LA PERCEZIONE DEI VARI LIVELLI AVVIENE GRADUALMENTE IN QUANTO NON ESISTE DI FATTO UN VANO SCALA DI TIPO TRADIZIONALE BENSI’ N.4 BREVI RAMPE O CENTRALI O LATERALI CHE ACCOMPAGNANO LA SCOPERTA GRADUALE DELL’INTERA CASA. DESTINAZIONI DIVERSE QUINDI SUI VARI LIVELLI MA STRETTAMENTE LEGATE DALLA SCELTA DI POCHI MATERIALI PER GARANTIRE L’OMOGENEITA’ VISIVA. LA RICERCA DELLA MASSIMA LUMINOSITA’ CON AMPIE APERTURE PERMETTERE DI OTTENERE UNO SPAZIO ALTAMENTE GODIBILE CON DIFFERENTI VISTE SUL LAGO A SECONDA DEL LIVELLO IN CUI CI SI TROVA. LA SCELTA AD ESEMPIO DI AFFIANCARE LO SPAZIO DESTINATO AL FITNESS ALLA ZONA DEL SOGGIORNO CON LA QUALE SI TROVA IN DIRETTA COMUNICAZIONE, SEGUENDO LE PIU’ RECENTI TENDENZE DEL VIVERE MODERNO, HA CONTRIBUITO A DILATARE MAGGIORMENTE LO SPAZIO GODIBILE ALLO STESSO LIVELLO. I MATERIALI UTILIZZATI SONO ESSENZIALMENTE DUE : IL LEGNO IN DOGHE DI ROVERE SBIANCATO PER TUTTI I PAVIMENTI INTERNI (ANCHE NEI LOCALI BAGNO CUCINA E FITNESS) E IL MARMO NERO ASSOLUTO PER I PIANI CUCINA E BAGNI. LE PARETI DAI TONI CHIARI VOGLIONO RACCHIUIDERE UNO SPAZIO NEUTRALE IN CUI IL RUOLO DOMINANTE E’ GIOCATO DALL’ARREDAMENTO.
PARTECIPAZIONE AL CONCORSO RIABITA 2009
PROGETTO DI CINZIA REDIS & ARCH. FABIO CARRIA
PROGETTO PUBBLICATO SU :
CASA&GIARDINO N.4/2008
RIABITA N.3/2009
Clara e Stefano cercavano una casa a loro misura, a Milano, in una zona a loro cara. Dopo una lunga ricerca hanno trovato questo appartamento, appesantito e abbruttito da moquette e carte da parati ingiallite. Per il progetto è stato coinvolto il giovane studio Eutropia di Firenze e la collaborazione tra loro e i proprietari è stata serrata ed intensa, un lavoro d’equipe dinamico e continuo per trasformare quest’appartamento nel sottofondo elegante e confortevole della quotidianità di questa coppia.
Lo spazio è stato completamente riconfigurato per ricavare due camere da letto, due bagni e un ampio living a pianta aperta. La zona giorno gode dell’esposizione di ampie vetrate e riceve la luce del sole tutto il giorno. Per dare dinamismo al grande volume centrale i soffitti sono stati bucati con una veletta continua che forma come una cornice superiore all’ambiente, a luce variabile per creare mood diversi a seconda delle situazioni. Tutti i dettagli architettonici mantengono un aspetto retrò, come le boiserie che corrono lungo le pareti del living e le porte bianche a riquadri simmetrici. Le linee pulite sono bilanciate dal pavimento chiaro in parquet di rovere. Così in cucina al disegno decor del rivestimento è abbinata una cucina su misura, studiata per recuperare ogni centimetro, in legno laccato bianco e acciaio a vista, dalle linee pulite e contemporanee, con una grande apertura in vetro satinato che fa immaginare quello che accade all’interno e lascia intravedere, con delle ombre opache gli utensili appesi. Dallo spazio destinato alla camera da letto è stato ricavato un guardaroba soppalcato, nella seconda camera invece, con apertura simmetrica a questa, è stato posizionato un piccolo ripostiglio. Nell’appartamento vi era un solo bagno, ne sono stati creati due, con docce comunicanti con una parete vetrata, anche questa opaca, in modo che anche il secondo, cieco, potesse ricevere un’ottima luce. “Abbiamo costruito questo desiderio sin dalla ricerca dello spazio. La luce e l’ampiezza del soggiorno, pur in un appartamento non di grandi dimensioni, da qui siamo partiti il mio compagno e io: le nostre case d’origine sono spaziose come tutte le case al Sud. Poi un certo bagaglio di oggetti familiari. E i colori come un percorso di dettagli” dice Clara, la proprietaria. In cucina e nei bagni la scelta per pavimenti e rivestimenti è ricaduta sulle mattonelle Azulej della Mutina, un disegno antico in chiave contemporanea, come l’idea base di tutta la casa. In questo contesto l’intento era quello di creare un look originale che è stato raggiunto con un mix eclettico di luci, arredi e complementi che includono un lavabo su misura in pietra leccese, ceramiche fatte a mano da artisti pugliesi e punte di colore che si ritrovano ovunque e impreziosiscono lo spazio.