Casa A

progetto di ristrutturazione di un immobile sito nel centro storico del Comune di Noto (SR), nel quartiere Agliastrello ossia uno dei quartieri popolari più caratteristici e conosciuti della città barocca.
L’intervento pensato per la realizzazione di un’abitazione unifamiliare, recupera al piano terreno, un vecchio dammuso facendolo divenire il cuore della zona giorno, ed organizza al livello superiore, la cucina, i servizi e la zona notte.
Nel complesso si tratta di un progetto avvincente che recupera un vecchio rudere malconcio e lo porta a nuova vita conferendogli nel contempo un’anima nuova pronta ad esaudire le esigenze del vivere contemporaneo.
L’arredo è essenziale e neutri sono i colori per favorire piuttosto quelli caldi e caratterizzanti della pietra locale; quest’ultima infatti è la protagonista ed è usata in abbondanza tanto sulle superfici orizzontali quanto su quelle verticali.

casa DCS

contesto urbano
L’edificio è sito a Ragusa in un’area urbanizzatasi nell’ 800 dove le abitazioni sono compresse tra stretti vicoli e scalinate.
Negli anni l’isolato ha subito le trasformazioni dovute alle consuete pratiche di parziale demolizione, ricostruzione e sopraelevazione, che hanno alterato e saturato l’edificato originario.
In questo contesto, che vede il centro storico spopolarsi, le operazioni di risanamento dell’ esistente si pongono come risposta e forma di protesta alle politiche edilizie odierne che hanno agevolato la crescita incontrollata delle periferie senza nessuna attenzione al consumo del territorio (criterio primo di sostenibilità) e alla qualità edilizia. Tuttora i regolamenti vigenti nel territorio ragusano non sono muniti di adeguati piani di recupero del patrimonio architettonico.
descrizione dell’immobile prima dell’intervento
Lo stabile si eleva per un solo livello fuori terra a nord e per due livelli a sud mentre a est e ad ovest confina con edifici risalenti allo stesso periodo: dallo stretto vicolo a nord si accede al piano principale dell’abitazione che si affaccia a sud su una strada più larga, dove originariamente i locali bassi, oggi destinati a garage, erano botteghe alimentari adibite alla produzione e alla vendita del caciocavallo.
L’immobile conta inoltre di un piano sottotetto adibito a locale di sgombero.
il progetto
L’intervento, grazie allo svuotamento di una porzione dell’edificio, consente una riorganizzazione ottimale degli spazi inducendoci a riflettere sulla sottrazione come modalità e strategia di trasformazione dell’esistente.
Nonostante questa scelta comporti un’inevitabile perdita (anche in senso strettamente economico) di volume e superfici, di contro consente il recupero di parte dei bassi e del sottotetto che, grazie all’ apporto di aria e luce, diventano abitabili.
sito: ragusa
tipologia: abitazione privata
superficie: 400 mq
progettisti: valentina giampiccolo, giuseppe gurrieri
committente: privato
progettazione: 2010
realizzazione: 2015

casa Francavilla

Modica, come altri centri storici del Val di Noto, deve la sua particolare configurazione urbana alla non comune conformazione del territorio, combinata ai vari fenomeni di antropizzazione. Molte abitazioni della parte vecchia della città, addossate le une sulle altre, sono spesso l’estensione delle antiche grotte, abitate fin dall’epoca preistorica.
Casa Francavilla sorge a Modica Alta, uno dei quartieri più antichi della città le cui origini si possono rintracciare a partire dal Settecento, periodo di ricostruzione post-terremoto (1693).
L’impianto planimetrico dell’abitazione ha uno sviluppo a ‘L’ e una superficie complessiva di 53 mq; originariamente un susseguirsi di stanze buie, con soffitti voltati, conduceva in fondo a un ampio e luminoso ambiente.
L’obiettivo progettuale è il massimo apporto di luce in tutti gli ambienti della casa.
A tale scopo sono demoliti i due tramezzi trasversali che definivano il disimpegno centrale e la zona notte, già privi di finestre, e sostituiti da un unico tramezzo longitudinale il quale, insieme a due pareti trasparenti ad esso trasversali, delimita il bagno, unico spazio chiuso dell’intera casa; la luce arriva così dall’ingresso a tutti gli altri ambienti.
Al fine di disimpegnare la zona notte, è stato realizzato un nuovo varco di collegamento con il soggiorno che contribuisce anch’esso a un maggiore apporto di luce all’interno.

A definire le stanze sono ora gli arredi ora le tende, che permettono di ottenere differenti livelli di privacy degli ambienti.
Il letto a baldacchino definisce ad esempio lo spazio della zona notte. Qui, in corrispondenza dell’originario ribassamento del pavimento al fine di ottimizzare gli spazi, è stata realizzata una pedana di legno in quota con il piano di calpestio del resto della casa. All’interno di questa sono stati ricavati alcuni scomparti per utilizzare lo spazio sottostante.
I pavimenti originari in pietra pece sono stati mantenuti e lucidati, conservandone le imperfezioni e i segni del tempo. Le pareti perimetrali in muratura sono state portate a nudo, consolidate e rifinite con intonaco a base di calce e la grezza superficie delle volte a gesso lasciata a vista.
Gli infissi di legno sono stati realizzati su modello degli originari con qualche piccola rivisitazione e il loro colore suggerito dall’unica porta interna della casa, quella del bagno, recuperata all’interno della casa stessa.
Alcuni elementi d’arredo, come la cucina e parti del bagno, sono stati progettati rivisitando antichi materiali e sistemi, per meglio adattarsi alle limitate dimensioni e alla flessibilità spaziale.
sito: modica
tipologia: abitazione
superficie: 53 mq
committente: privato
strutture: alessandro infantino_ giancarlo dimartino
impresa: renova restauri srl
progettazione: 2010
realizzazione: 2012
foto: francesco trovato_michele biancucci

casa Garibaldi

Casa Garibaldi nasce dalla leggenda, tramandata nel tempo dalle diverse proprietà succedutesi dal Seicento a oggi, che narra di un Garibaldi rifugiato per qualche tempo, forse solo per una notte, nella soffitta segreta della casa.
La distribuzione complessa e labirintica della casa è il frutto di sovrapposizioni ormai consolidate, che permettono diverse letture: dai saloni affrescati dal sapore gattopardiano, passando alla camera da letto delle figlie simile a una soffitta parigina, fino alla monastica camera per gli ospiti.
Situata nel centro storico di Catania, la storia più recente la vede ex Camera del Commercio durante il ventennio fascista, scuola di danza fino agli anni ottanta, infine residenza privata di una giovane coppia con due figlie, appassionati d’arte e di viaggi.
L’abitazione si sviluppa su due livelli: il piano nobile con ampi saloni e alte volte decorate e un piano soppalcato, che accoglie la zona notte delle figlie e degli ospiti con i rispettivi servizi privati.
Il programma funzionale prevede un impianto distributivo circolare: dagli ambienti di rappresentanza che troviamo all’ingresso principale (e tra essi collegati), si accede a una stanza centrale interclusa tra le altre e priva di affacci esterni; cuore distributivo che conduce a tutti gli ambienti privati. Da questa stanza, una scala rivestita in lamiera di ferro conduce al piano soppalcato, collegato a sua volta al salone d’ingresso tramite una scala, anch’essa in lamiera.
La stanza centrale è stata pensata come un unico ambiente con la cucina, alla quale è collegata tramite tre porte poste a separazione. Per entrambi gli ambienti è stato scelto un pavimento in resina di colore chiaro per una maggiore luminosità. La cucina è stata ricavata dalla chiusura a vetri di un’ampia terrazza, che si affacciava sulla corte interna del palazzo e garantisce oggi un notevole apporto di luce anche alla stanza centrale. Un ascensore privato permette il diretto accesso alla cucina tramite un secondo ingresso.
La camera da letto padronale è collocata al piano terra in posizione defilata rispetto all’insieme; dal suo interno è possibile accedere ad un vano per il bagno privato, interamente rivestito in pietra pece e a un corridoio a imbuto che la collega internamente alla camera/cabina armadio, che a sua volta riporta alla stanza distributiva centrale.
Al piano superiore, la camera delle figlie con bagno privato è collegata a un piccolo disimpegno che conduce da una parte alla camera degli ospiti, anch’essa con bagno personale e dall’altra a un ampio soppalco che si affaccia sul salone d’ingresso, cui è collegato da una scala in ferro e legno. Quest’ultima s’inserisce nello spazio con rigore estetico e formale, in equilibrio con la preesistenza pur evidenziando l’intervento progettuale.
L’intervento è volto alla conservazione di tutti gli elementi che hanno costituito nel tempo l’apparato decorativo e architettonico dell’immobile, mantenendone un adeguato livello di restauro e senza rimuoverne la patina: così per le porte interne, con le rispettive scritte originali in ottone, gli scuri di tutti gli infissi esterni con le rispettive cornici e così pure per le pitture delle volte e per il grande lampadario circolare di legno del salone principale, dotato in fase progettuale di un argano per una semplice pulizia e manutenzione. Non ultimi, la passione e la cultura dei proprietari per il collezionismo d’arte e il modernariato.
sito: catania
tipologia: abitazione privata
superficie: 400 mq
committente: privato
impresa: renova restauri srl
progettazione: 2010
realizzazione: 2011

Casa Moscova

Casa Moscova è un volume a pianta rettangolare posto al quinto e ultimo piano di un edificio dell‘800, in un corridoio di strada che collega il giardino della città di Milano, Parco Sempione, a Chinatown la cui pronuncia oggi restituisce perfettamente l’accezione cosmopolita di grandi e piccole città.
La pianta della casa, dallo sviluppo allungato, misura 5×20 m: a ovest il lato lungo è attiguo a un simmetrico appartamento e quindi cieco, a est invece ampie bucature si aprono sui tetti restituendo un’ampia veduta sullo skyline di Porta Garibaldi.
In cima al tetto di legno a una falda, una fila di finestre garantisce un notevole apporto di luce sul lato cieco.
La struttura è in muratura portante e gli spessi setti di mattoni pressati che la costituiscono suddividono lo spazio in quattro ambienti passanti, collegati a ovest da bucature allineate che offrono la completa visuale longitudinale da un capo all’altro della casa.
La committenza è una giovane coppia con due figli che decide di tornare a vivere in Italia dopo molti anni all’estero.
La richiesta consiste in tre camere da letto, due bagni, una lavanderia, una zona living con cucina annessa, una zona lettura e lo studio per i ragazzi.
Il programma prevede il mantenimento e l’enfatizzazione dell’asse longitudinale, soluzione distributiva e funzionale dell’intero spazio.
Esso configura una distribuzione a pettine, raddoppiata e rafforzata dalla sovrapposizione di un soppalco che, con un sistema di scale (una per ogni camera), garantisce la circolarità dei percorsi: da ogni ambiente è possibile raggiungere qualsiasi parte della casa su entrambi i livelli. Un sistema di porte filo-muro poste sul soppalco tra le stanze, permette di separare i singoli spazi, restituendo in base alle esigenze il desiderato grado di privacy.
Dal punto di vista funzionale, l’asse longitudinale (posto a ovest, lato cieco), funge da vero e proprio disimpegno attrezzato, accogliendo al suo interno un sistema di armadiature per tutta la casa e la cucina sul living. Sul soppalco troviamo invece la cabina armadio in corrispondenza della camera matrimoniale, lo studio dei ragazzi in corrispondenza delle rispettive stanze, attrezzato con scrivanie/contenitore e librerie a parete e infine la zona lettura sul living, caratterizzata da un’ampia libreria adattata in parte a scrivania: un originale pezzo del designer Pietro Russo, la libreria a pantografo Romboidale, realizzata in ferro legno e ottone e da lui appositamente riadattata per questo progetto allo scopo di assolvere alla nuova e duplice funzione di parapetto attrezzato.
La scelta dei materiali di finitura marca ulteriormente l’asse longitudinale: la ceramica esagonale di piccolo formato, resistente al calpestio e maggiormente adatta agli ambienti che attraversa (cucina, bagno e lavanderia), si fonde a intarsio con i pavimenti in teak delle stanze da letto e del living.
Le ceramiche di rivestimento dei bagni, colore acquamarina, presentano sulla superficie rilievi romboidali e diamantati che conferiscono alle pareti una luce vibrante.
In relazione alla ristrettezza degli spazi, sia in pianta che in alzato, quasi tutto all’interno della casa è stato disegnato e realizzato su misura: la cucina, parte integrante del living, caratterizzata da un ripiano reclinabile in teak che all’occorrenza può nascondere i fuochi e il lavello; la dispensa, le scarpiere e gli armadi lungo tutto il corridoio; gli armadi e le cassettiere all’interno delle stanze, collocati in prossimità dei punti più bassi del soffitto; tutte le porte filo muro, la cui linea d’ombra realizzata in teak risolve l’attacco a muro. Le scale di collegamento al soppalco, il cui disegno è ispirato a quelle a pantografo, sono in tutto tre: una sul living e due nelle camere da letto.
Il progetto del soppalco infine, coniuga l’aspetto strutturale a quello compositivo. Un anello perimetrale, costituito da una trave HEB di ferro, costituisce la struttura portante di singoli pannelli, struttura secondaria, a esso bullonati. Questi, costituiti a loro volta da un telaio strutturale perimetrale rafforzato da diagonali, sono calpestabili grazie alla sovrapposizione di un foglio di lamiera microforata di tre millimetri di spessore. I singoli pannelli, montati in sequenza tra loro, restituiscono una geometria complessa dal motivo romboidale. In prossimità delle camere da letto, al fine di garantire un adeguato isolamento acustico, dei pannelli di policarbonato stampato sono sovrapposti alla lamiera microforata. La luce naturale apportata dai lucernai allineati sopra il soppalco, può così raggiungere gli ambienti sottostanti; allo stesso modo nelle ore notturne la luce artificiale del livello inferiore, filtra attraverso il soppalco, restituendo questa volta a chi sta in alto la geometria strutturale del reticolo portante.
identificazione: casa moscova
sito: milano
tipologia: residenza privata
committente: privato
superficie interna: piano terra: 142 mq
superficie esterna: 11 mq
progettisti: valentina giampiccolo_giuseppe minaldi
designer: pietro russo
collaboratori: marco scebba_consuelo Rosso
cronologia: novembre 2013_luglio 2014
foto: filippo bamberghi

Mangiabove

sito: marina di ragusa
tipologia: guest house
progettazione: 2014
realizzazione: 2015
collaboratori: marco scebba_paola licitra
foto: emanuela minaldi

Museo Metropolitano della città di Seoul

Korea – Seoul: Ristrutturazione ed allestimento del Museo Metropolitano della città di Seoul – Seoul Historical Museum – mediante l’utilizzazione di tecnologie avanzate anche nel campo del multimediale (inaugurato il 21 maggio 2002)

BurBaCa Viterbo

Progettato e realizzato in relazione al forte contesto storico della città di Viterbo ed in diretto contatto con piazza Giuseppe Verdi, area d’ingresso alla cittadina tramite l’antica cinta muraria.  BurBaCa Viterbo desidera riprende le linee guida del marchio, evolverle per integrare le qualità ed il carattere del luogo, con elementi di arredo in ferro e legno, pelli dai color vinaccia e graniglie a pavimento.

BOA Officina del capello

progetto ANK
team di progetto – Andrea Battistin, Andrea De Faveri, Manuel Marchesin, Mauro Striuli
fotografia Luca Casonato
committente Officina del capello
localizzazione San Donà di PIave, Venezia, Italia
superficie 30 mq
calendario 2015 realizzazione

LUMINOSO APPARTAMENTO IN BRIANZA

Bartoli Design progetta un nuovo appartamento nel cuore della Brianza
210 metri quadrati di luce e relax
Progetto: Bartoli Design
Fotografie: Diana Lapin

Un intervento di ristrutturazione radicale, quello progettato da Bartoli Design, per una coppia con figli adolescenti trasferitasi in Brianza in un appartamento di 210 metri quadrati, all’ultimo piano di un edificio anni ’80. Le richieste dei committenti erano di mantenere lo stesso comfort della loro precedente più ampia abitazione in questa dalla metratura inferiore, ma in zona più centrale, trovando inoltre nuova collocazione per i pezzi di arredo storici della famiglia.
Appassionati di design e amanti della vita sportiva e rilassata, la coppia cercava una soluzione abitativa luminosa, per contribuire al benessere della famiglia. Questa non era l’impressione che dava l’appartamento quando gli architetti lo hanno visitato per la prima volta: una pianta labirintica con numerosi piccoli locali e, al centro, una scala chiusa che conduceva ad un soppalco buio. Si trattava però di uno spazio con tutte le potenzialità di un ultimo piano immerso nel verde, con finestre affacciate su quattro lati e tetto a falde inclinate dalle diverse angolature.
Il progetto di Bartoli Design ha disegnato una nuova pianta e configurazione dell’appartamento in zone aperte una sull’altra: sono state demolite le pareti interne e quelle del vecchio soppalco, la cucina è stata spostata all’estremità opposta, i corridoi sono stati sostituiti da pochi pannelli di chiusura scorrevoli o pivottanti che spariscono a filo parete. Durante il giorno quindi dall’ingresso alla camera da letto principale lo sguardo corre ininterrotto, dalle porte aperte la luce filtra negli spazi.
Un’altra parte complessa del lavoro di ristrutturazione ha riguardato la distribuzione di tutti gli impianti negli scarsi spessori disponibili a soletta e nelle pareti.
A cavallo tra zona giorno e zona notte, è stato costruito il nuovo soppalco, una leggera struttura in metallo come la scala di accesso, un’ovattata area relax per i figli che si apre in continuità visiva sul soggiorno. Arredato con le iconiche sedute Michetta in velluto, di Gaetano Pesce, occasionalmente diventa camera per gli ospiti grazie a teli oscuranti scorrevoli. In quest’area è presente anche un piccolo bagno (completo comunque di vasca, doccia, sanitari e lavabo a colonna) realizzato con materiali e finiture che ricordano un bosco innevato, per “risuonare di natura” come desiderato dal committente.
Dall’alto del soppalco si legge la sagoma a losanghe del tappeto in lana del soggiorno, disegnato da Bartoli Design e realizzato da Kasthall specificamente per i clienti, al centro del quale è posizionato un divano multifacciale, utilizzabile in varie direzioni. Sotto alla scala in lamiera bianca che dal soppalco porta al soggiorno, i pattern grafici dei tavolini Colour Wood in legno tinto di Karimoku dialogano con le geometrie del pavimento in parquet.
Il living si apre sullo studio e sulla zona pranzo; lo spazio è articolato e suddiviso grazie a contenitori bianchi a parallelepipedo che corrono anche a lato della scala. Pezzi di design anni ’50, come la scrivania Cavalletto e la poltroncina Luisa di Franco Albini, e antichi, come il tavolo proveniente dall’Inghilterra, convivono con prodotti di design contemporaneo: sedie By per Bonaldo, rivestite in pelle, credenza in rame brunito spazzolato Stars per Lauramenroni, entrambi di Bartoli Design, lampadario a sospensione in sfere di vetro pressato, prodotto da Bocci, che lascia intravvedere a parete due opere ad acrilico e carboncino di Eleonora Pozzi.
Da qui, una porta scorrevole dà accesso alla cucina, realizzata su disegno in Kerlite bianca e pietra lavica smaltata turchese; davanti, un classico tavolo disegnato da Saarinen, sedie in rovere di Karimoku e la lampada a sospensione Ducale in vetro soffiato di Artemide, un pezzo d’affezione che i proprietari hanno portato con sé dalla precedente casa.
La zona notte dei figli è progettata con armadi su disegno caratterizzati da prese per arrampicata sportiva utilizzate come maniglie, da scultoree librerie a sospensione SheLLf, originariamente un’edizione limitata ora prodotte da Kristalia, e dalle sedie imbottite Joko disegnate dai progettisti sempre per Kristalia, attorno al tavolo su ruote Milano di Bartoli Design per Sagsa.
I proprietari hanno scelto di contenere il proprio spazio privato a favore delle altre zone della casa, ma per la camera padronale è stato progettato un armadio a tutta parete di profondità maggiorata, con nicchia in ottone brunito e schienale in tessuto arancio, un disegno del 1913 di Josef Hoffmann, che fa da fondale visivo quando si entra nell’appartamento ancora prima che in camera. Un lungo piano corre dietro alla testata del letto in pelle; sopra, i bracci di due applique bianche Turciù di Catellani&Smith fluttuano a parete, in contrasto con le linee rigorose degli altri arredi.
Nel bagno, collegato alla camera, le dimensioni contenute sono visivamente raddoppiate grazie al grande specchio con lavabo sospeso in Corian di Antonio Lupi, come il sistema doccia a nicchia sulla parete, completato dal mobile contenitore incassato a filo. Sono sospesi anche i sanitari Link di Flaminia e il radiatore con ganci porta abiti Serie T di Antrax. Il pavimento è in parquet rovere.
Molti divisori sono realizzati come elementi di arredo su disegno dei progettisti: così nasce il volume sotto al soppalco – che scherma il soggiorno dall’ingresso – con vani libreria che rivestono le quattro pareti del parallelepipedo, al cui interno è celato un guardaroba, accessibile dalla zona ingresso con lo scorrimento di mezza parete libreria. Di fronte, un contenitore lungo cinque metri, grazie al suo spessore realizza l’isolamento acustico tra l’ingresso e la camera del figlio. L’ingresso si configura quindi come zona di contenimento, in cui la luce vibra sulla texture tridimensionale delle pareti.
“L’amore dei nostri clienti per la natura ci ha ispirati a tradurre in superfici geometriche le irregolarità degli elementi naturali, come i fusti degli alberi o la neve; così nasce il progetto della superficie in legno sul lungo elemento contenitore all’ingresso, o la scelta del rivestimento a micromosaico in grès bianco nel bagno ospiti del soppalco”, raccontano i progettisti.
Il colore bianco domina, declinato in una palette di sfumature e trattamenti sofisticati: le pareti sono finite con pittura all’argilla, che dà profondità e trasparenza; le laccature degli elementi di arredo sono spazzolate a mano, così quando ci si avvicina si legge la luce riflessa in sottili filamenti; l’essenza della parete contenitore all’ingresso è finita con anilina bianca, che lascia leggere la texture del legno.
Al bianco si abbinano materiali naturali: il rovere del parquet, posato a spina ungherese e trattato ad olio, e il sughero microgranulato che riveste due pareti nelle camere dei figli, rendendole acusticamente confortevoli.
A lavori finiti, il commento più gratificante arrivato ai progettisti è stato quello della proprietaria che ha dichiarato “…vivendo nel nuovo appartamento ho la sensazione di essere in vacanza!”.