L’edificio dell’ex chiesa di San Giuliano è ciò che rimane di un importante insediamento di origine longobarda documentato già nel 774 d.C.
Alla fine del XIX secolo il complesso venne trasformato in casa colonica e la chiesa suddivisa con muri e solai in locali d’abitazione.
Il progetto ha riguardato il restauro dei fronti interni al cortile e la ristrutturazione degli appartamenti al piano primo e secondo. La nuova scala di acceso ai piani, completamente aperta e sospesa, si scosta dall’edificio facendone cogliere più chiaramente i limiti spaziali. L’accostamento tra vecchio e nuovo è risolto tramite l’impiego di materiali come l’acciaio corten e il legno.
The exhibits of the permanent exhibition area are inside-colored glass boxes, which will apparently float inside the large glazed space: they will be evident from outside like a game of stained, cubic boxes which lighten with the sun light or with internal artificial light. Three different routes, one for each section of permanent exhibition, connect the boxes within the so-called warp space: through different slopes and glazed elevators the visitors will follow the exhibition route from one box to the other. The temporary exhibition rooms are close to the entrance so it’s easy to get in, see the temporary exhibit and go out and it is also close to the coffee-shop. From the temporary exhibition, you can directly reach the outdoor space for outdoor exhibitions. The educational areas are spread along the exhibition route in order to mix the two functions of the museum in a unique, deep experience for the child.
Client – Kyonggi Provincial Museum
Team – Emidio Di Nicola, Carla Maresca, Cristian Massimi, Alessandra Rapaccini, Giacomo Sanna, Paola Schiattarella, Luigi Valente, Alberto Riccioni
With – Yetap, JST, Giovanni Bulian, Natascia Lucchesi, Irene Rinaldi
Tasks – Preliminary, design development, detail design
The project has been realized for the ECO CENTER Museum competition in Gim-Po for the Korea Land Corporation. Located along the Han River, it has been imagined/thought as small, tiny metallic wood to be placed by the river. An artificial basin, almost a spring crossing the building in which light, screened by the metallic tangle of the covering, weakens and with unexpected light beams passes through the space in which are freely placed the different functions: offices, exhibition and auditorium.
Client – Korea Land Corporation
Team – Gianluca Bilotta, Daniela Biavati, Sabrina Leone, Alessandra Rapaccini, Giacomo Sanna, Paola Schiattarella Alberto Riccioni (project director)
With – Imaju, Hahn GI Lee
Tasks – Competition preliminary design
THE BREATHING HOUSE
Immaginato dallo studio di architettura Defrancesco + Silva come un sistema vivo e dinamico, ‘the breathing house’’ è una casa di famiglia a tre piani la cui facciata in vetro è segmentata ortogonalmente in una serie di terrazzi scorrevoli. Il concetto è descritto dallo studio come simile ad un ‘treasure flower’, una pianta del Sud Africa che fiorisce al mattino e chiude i suoi petali di notte.
Il sistema funziona mediante una enorme griglia metallica che funge da scheletro esterno per la struttura. Quando il sistema è chiuso, la residenza assomiglia la ‘casa’ con il tetto a 2 falde che tutti abbiamo nel nostro imaginario. Tuttavia, scivolando fuori le terrazze, si estendeno le stanze interne transformandosi in balconi dinamici, aprendo tutta la casa verso l’esterno. La facciata si frammenta lentamente in un pattern pixellato offrendo delle splendida viste a 360 gradi sul paesaggio circostante.
Il progetto è stato recentemente premiato con il director’s choice award nel concorso internazionale ‘The last house on mulholand’ che chiedeva ai partecipanti di immaginare l’uso innovativo della tecnologia e nuove strategie ambientali su un terreno situato sotto la scritta iconica di Hollywood a Los Angeles.
Defrancesco+Silva ha progettato la casa per galleggiare all’interno di una struttura reticolare à prova di terremoto, una caratteristica che consente di condurre al suo interno tutto il cablaggio necessario e la tubatura per la raccolta dell’acqua piovana. Questa acqua viene canalizzata verso una cisterna nel piano interrato e filtrata per ottenere un standard 100% potabile.
Intesa come una residenza interamente eco-sostenibile, i serramenti sono composti di vetro con cellule fotovoltaiche per raccogliere la energia sufficiente per soddisfare tutti i bisogni energetici della casa.
‘The breathing house’’ è divisa in tre aree distinte : nel piano 1° si trova la zona di lavoro con lo studio, nel piano 2° la zona giorno con il soggiorno/ sala da pranzo e cinema e nel piano 3° la zona notte con tutte le camere da letto
Restauro e recupero del cortile del XIV secolo di palazzo monaco, inserimento di scala in corten e vetro