CASA EG

Il progetto intende recuperare il sottotetto attraverso un’operazione di ridefinizione volumetrica dell’edificio. L’intenzione progettuale è quella di escludere un intervento che si configuri come volume sovrapposto ad esistente; il nuovo sottotetto deve riconfigurare l’edificio nella sua totalità, in modo tale da definire un nuovo organismo architettonico. Per questo motivo, l’intervento prende le basi dalla copertura esistente che ha nella sua doppia articolazione un elemento di qualità. Attraverso operazioni di compressione ed estensione del volume, abbinati ad elementi di completamento, si configura la nuova copertura. Essa si adatta alla pianta esistente e definisce un volume che si innesta in modo affine sull’impianto esistente. La volontà di restituire all’edificio un senso di unitarietà è giocato attraverso la definizione delle aperture e la configurazione del manto di copertura. Le aperture hanno una doppia natura: quelle principali sono posizionate in prossimità dei terrazzi scavati all’interno della sagoma, questo permette di mitigarne la presenza nella visione dall’esterno; le altre si posizionano in una composizione armonica con quelle esistenti. L’elemento posto in colmo ha una doppia funzione: estetica nella definizione volumetrica della nuova copertura e funzionale nel permettere l’illuminazione zenitale e il ricircolo naturale dell’aria. Il volume è stato verificato attraverso una serie di modelli a varia scala.
In tutti i casi è evidente come l’articolazione della nuova copertura permetta di definire unitario il volume dell’intera costruzione. Il manto di copertura non si limita ai piani inclinati ma, in base ai prospetti, scende verticalmente a ridisegnare la composizione della facciata. Il manto è in scaglie di metallo preverniciato color grigio chiaro tipo Rheinzink. Questa tipologia (a scaglie) permette di dare all’intera copertura un’aria domestica, al contrario di coperture a lastre graffate. Inoltre, è facilmente gestibile il passaggio da verticale ad orizzontale. L’immagine finale dell’edificio appare unitaria e consolidata, essa completa in maniera simbiotica la vasta area verde a giardino e ragiona sul confronto dei toni e dei colori, naturali e artificiali (verde/bianco).
DESIGNER – ES ARCH ENRICOSCARAMELLINIARCHITETTO
DESIGN – ARCH. FRANCESCO MANZONI
PHOTOS BY – MARCELLO MARIANA

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